Nulla da dire sulla
professionalità e i titoli della docente Dott.ssa Valentina Gazzano (DVM, MSc,
PhD student del gruppo ETOVET del dipartimento di scienze veterinarie
dell’Università di Pisa), ma ai più evidentemente sfugge un elemento di sostanziale
inopportunità che dà la cifra del livello imbarazzante del nuovo corso ENPA: la
Dott.ssa Gazzano ha svolto il suo percorso di tesi per il dottorato uccidendo
animali per sperimentazione.
Tutto legale, ci
mancherebbe, ma dove sono i paladini del CODICE ETICO ENPA a cui ci si è
appellati per spegnere le voci critiche e che poi promuovono, assurgono a “faro
formatore” un docente che somministra citochine a topi del ceppo 5Xfad per via
intranasale, valuta con test comportamentali la loro memoria spaziale e, dopo 3
settimane, li SACRIFICA per le analisi istopatologiche e biochimiche che
permettono di valutare l’efficacia del trattamento?
Prima del patetico e standard “diamo mandato ai nostri legali” – che si sfregano le mani per la
parcella mensile visto che campano sulle continue incapacità a far da soli - e
che si cerchi di inquinare i pozzi bollando come “fake” le notizie o invocando
la Privacy come consueto paravento per nascondere l’immondizia, faccio presente
ai “disattenti” consiglieri nazionali che dovrebbero, per ruolo, presidiare le
decisioni (Saverio Capriglione, Viviana Vaccari, Walter Agostino, Maurizio
Pollacci, Lucia Casarin, Alessandra Chiarcos, Ilaria Riccitelli, Simone
Minichiello) che l’informazione è pubblica e disponibile su https://dottorato.vet.unipi.it/valentina-gazzano/
.
E cosa ne diranno le Sezioni locali, i
donatori e le varie LAV, LEAL, LAI, ecc.?
Tutto ciò è
gravissimo, tremendamente inopportuno e profondamente incoerente, ma ahimè dà il
senso della direzione intrapresa da un’accurata selezione di Soci ENPA che,
inevitabilmente, è destinato a trasformare una grande istituzione in un
improvvisato serraglio di incompetenze ed improvvisazioni.




