ENPA NAZIONALE: QUALE SQUADRA PER L’ORGANISMO DI AMMINISTRAZIONE? LA SCEGLIETE VOI, PURCHE’ NON SIA ETERO-DIRETTA!

Dopo la mia candidatura a Presidente Nazionale ( VEDI QUI) e anche nell’Organo di Amministrazione,  molti mi hanno chiesto qual è il mio orientamento per la contestuale elezione di questo Organo che chiede, ad ogni socio, la scelta multipla di un massimo di 8 (ma anche solo un paio) su 12 candidati.

Quale squadra indico? NESSUNA, perché sarebbe cafone ed irrispettoso formare una squadra completa con conseguente indicazione di esclusione di altri. Innanzitutto nei confronti di chi si è messo in gioco candidandosi, in secondo luogo per rispetto della scelta, differenziata e libera, del singolo socio elettore.

Il mio consiglio si ferma all’indicazione di includerci entrambi ma, primo fra tutti, DANIELE CAVAZZANA per una questione di preziosa competenza al servizio dell’ente. Se l'elettore vuole ampliare la sua scelta di opzioni, nel mio pensiero, tutti gli altri candidati all'OdA hanno pari dignità e conoscenza della materia. L’unico elemento importante è che i prescelti DA VOI portino con sé la risorsa essenziale di un pensiero autonomo, che insomma non siano pedine eterodirette dall’esterno o da qualche gruppo d’interesse.

Anche perché nella mia visione programmatica c’è la restituzione di valore, autorevolezza e peso decisionale a questa importante componente associativa che deve smettere di essere il passivo organo ratificante le decisioni della Presidenza e della Direzione, MA TORNARE AD ESSERE RAPPRESENTANZA QUALIFICATA DELLE SEZIONI E DELLE REGIONI DOVE L’ENTE È PRESENTE. 

Solo così sarà squadra e non clan.

MARCO BRAVI Candidato alla Presidenza Nazionale ENPA

UNA CANDIDATURA DOVEROSA, UN PROGRAMMA CONCRETO 

Carissimi, finalmente posso dirvi bentrovati! C’è voluto un pronunciamento del Tribunale Civile di Roma per il ripristino di un minimo di democrazia e pluralismo nella dirigenza nazionale di ENPA. È solo grazie ad esso che ho la  possibilità di partecipare - dopo più di 20 anni di attività nazionale a beneficio delle Sezioni - alle elezioni di rinnovo. Nell’ultimo triennio, dopo aver evidenziato cose che non andavano e mai smentite, tutti i miei incarichi sono stati annullati pretestuosamente – accentrandoli guarda il caso su chi il sistema attuale vorrebbe come Presidente - e sono state zittite tutte le voci. Vuote promesse di novità hanno invece assecondato l’immobilismo verticistico e il sostanziale azzeramento decisionale della componente volontaria. 

CON UN PROGRAMMA SEMPLICE, DIRETTO, REALIZZABILE L’OCCASIONE PER CAMBIARE, DAVVERO:  CON ME L'ENPA, COME DOVREBBE ESSERE 

LE SEZIONI LOCALI INNANZITUTTO 
Sono loro che fanno i grandi numeri operativi e che garantiscono l’azione concreta sul territorio, quella visibilità dell’ente attraverso la quale raccoglie il 5x1000 che è “sostegno al volontariato”, ma i volontari ne ricevono solo le briciole. Oltre 2 milioni di euro l’anno che devono andare TUTTI a beneficio di TUTTE le Sezioni capaci di ideare e soprattutto realizzare grandi e piccoli progetti, valutati con percorsi chiari fatti di bandi aperti a tutti, con criteri oggettivi e non “simpatie” soggettive. Anche la destinazione delle eredità deve essere rivista, dando il giusto riscontro a chi, sul territorio, è spesso il vero protagonista di quella meravigliosa prova di fiducia.  

IL VERO VOLONTARIATO, LA NOSTRA FORZA: FINE DEI CONFLITTI D’INTERESSE 
La pubblicazione dell’albo di consulenti, fornitori e collaboratori unita a quella delle dichiarazioni dei redditi dei dirigenti nazionali, come si fa per gli Amministratori pubblici, è la strada. Chi, legittimamente, guadagna perché lavora – direttamente, indirettamente o con il nome dell’associazione - semplicemente non può guidarne le scelte locali o nazionali, neanche in modo occulto o travisato. Lo dice la logica, lo dice il RUNTS.  

LIMPIDEZZA CONTABILE 
Pubblicare bilanci astrusi non basta. Bisogna renderli comprensibili nella logica del Bilancio POP: tot è entrato da dove, tot è uscito per chi e per cosa. Il patrimonio immobiliare e la struttura burocratica vanno snelliti creando risorse per gli animali. Basta mischiare realtà locali e buchi neri nazionali. Anche i bilanci sociali delle attività con numeri complessivi, privi di riscontri oggettivi e della distribuzione territoriale, sono ad oggi spot vuoti e svilenti per la credibilità di tutti. I fondi ENPA agli animali, non verso fondazioni finalizzate solo a diventare succursali di potenziali stipendifici. 

TRASPARENZA AMMINISTRATIVA 
L’operato degli Organi di Amministrazione e di Controllo deve uscire dall’opacità che oggi li caratterizza, muti nella costante delega comunicativa a dipendenti o consulenti. Con ordini del giorno e verbali pubblici, audizioni in streaming, comunicazioni e risposte tracciate con tempi certi, a parlare ed a decidere saranno veramente coloro che hanno ruoli elettivi e sono espressione del volontariato.   

SCELTE CONDIVISE, GARANTIRE PLURALISMO E PARTECIPAZIONE 
Nessuna scelta deve cadere dall’alto o per “lese maestà”! I referenti territoriali devono essere indicati da chi quel territorio lo vive con criteri di equità, competenza, capacità operativa e realizzativa. Almeno ogni anno una vera assemblea annuale, non di passivo ascolto e in un remoto angolo d’Italia, ma di formazione, spazio alle idee ed alle critiche, con possibilità d’intervento diretto o da remoto dei rappresentanti locali. 

OGNI SINGOLO SOCIO CONTA: ELEZIONI ONLINE, LOCALI E NAZIONALI, SUBITO 
Consegnare le scelte elettorali ad un solo luogo ed ai costi da sostenere per raggiungerlo crea un sistema malato fatto di “truppe cammellate” e mezzi assegnati in modo clientelare. Con l’online ognuno vota semplicemente, da casa sua, giudicando programmi ed esperienze che devono avere visibilità comune ed uniforme. Attraverso l’allargamento dell’elettorato passivo, al posto delle monoliste unanimiste e bloccate, diventa occasione di ricchezza e crescita per l’ente.  

APOLITICA E APARTITICA 
Niente è più trasversale dell’amore per gli animali, niente è più dannoso sul territorio come legare il no-profit ad una parte politica. Dialogo con tutti, sudditanza reverenziale per nessuno. La logica partitica, clientelare e retorica, non deve appartenere all’associazionismo.

Cari Soci ENPA, so che state ricevendo pressioni, promesse e caldi inviti ufficiali, spesso moooolto interessati. Vi aspetto nel democratico segreto dell'urna. 

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“SE ANCHE SOLO PARLI CON LORO È UN PROBLEMA”: NON CI POSSO CREDERE, MA FORSE DEVO …

Si moltiplicano le voci di presunte telefonate presso le sedi che sarebbero effettuate da dirigenti uscenti e dipendenti (anziché lavorare …) non solo con lo scopo di monoindirizzare il voto, ma anche di diffidare a qualsiasi contatto - o un semplice “like” - ai candidati non graditi, pena ritorsive “gravi conseguenze” e “chiusura della sezione”. Se sto, come vorrei sperare, parlando del nulla, mi scuso e chiudiamola qui; ma se fosse vero? Come qualificherebbe verso il basso chi si macchia di tali disgustose intimidazioni? 

Se e, ribadisco, solo “nel caso che” mi rivolgo innanzitutto a chi queste pressioni intimidatorie avrebbe ricevuto insieme a proposte di “voti di scambio” e massivi ritiri coatti di deleghe in bianco: davvero si vorrebbe un futuro guidato da chi, di quel genere di persone, è espressione e ne trae beneficio elettorale? Davvero la vostra dignità, il vostro libero arbitrio, la vostra onestà intellettuale valgono una macchina, qualche sacco di crocchette, qualche promessa futura di posti e ruoli? 

Sono questi lo stile e i valori su cui vorrete veder fondato il domani associativo?

Ho una certezza: chi avrà la bontà di votarmi lo farà mettendoci il suo tempo e i suoi soldi per il viaggio, senza tornaconti personali e gite pagate. 

Rivolgo il mio appello agli altri, quelli che magari si sentono ingabbiati: non vi chiedo proclami o coraggiose prese di posizione, quelle che in generale, nelle peggiori realtà mafiose, generano ritorsioni schifose, soprattutto perché andrebbero a danno delle attività di tutela. 

RICORDATE CHE IN DEMOCRAZIA ESISTE UNA SOLA GRANITICA, CONSOLIDATA GARANZIA DI LIBERTA': IL SEGRETO DELL'URNA.

Non c’è diritto più sacrosanto. Nella tranquillità e inviolabile intimità del vostro voto mettete la vostra croce su chi pensate veramente - e personalmente - potrebbe rappresentare degnamente la mission comune; non perché ve l’ha detto qualcun altro, magari infarcendovi di balle, che si riconoscono perché sempre rigorosamente a voce … non scrivono mai ….

Con una rassicurazione finale: se vi diranno "tanto sappiamo chi hai votato" è un reato e porteremo in tribunale, statene certi, chi quel voto lo gestisce.

PRIVACY DA DIRITTO A PARAVENTO: CHI CONTROLLA I CONTROLLORI NEL NO-PROFIT?

La privacy è un grande, voluto equivoco. Da diritto sacrosanto a mantenere propri i dati, le abitudini, le scelte personali è diventato un immenso paravento dietro al quale nascondere inciuci, nefandezze, intrallazzi che vìolano le normative, opacizzano la doverosa trasparenza nella gestione di beni comuni, non necessariamente solo di soldi pubblici.

Perché esistono contesti giuridicamente privati che muovono cifre consistenti che derivano da donazioni ed eredità finalizzate, nelle intenzioni dei donatori, ad elevare moralmente la Società e ad alleviare i patimenti di quello che è definito, burocraticamente, “oggetto sociale” quando invece è fatto di sofferenze umane, animali, ambientali. E non c'è niente di più abbietto e meschino di chi - magari professandosi filantropo, volontario e rappresentante di chi ci crede veramente aderendo in modo spontaneo e gratuito – su quel sistema ci campa con metodi torbidi, dalle triangolazioni alle finte rappresentanze affidate a mute ed intangibili “teste di legno”, trincerandosi dietro la privacy appena scoperto con le mani nella marmellata.

E in questo teatrino già squallido, dove meschini ladri di bontà e buone intenzioni che attingono a piene mani dal mondo del “no profit” si nascondono dietro la privacy, arriva la scoperta di un’ovvietà, almeno per chi non viene dalla montagna del sapone: la complicità dei controllori.

Partendo da singoli DPO (Data Protection Officer, i responsabili della protezione dei dati nelle singole organizzazioni) fino al vertice dei garanti nazionali - come sembrano dimostrare le indagini di Report - è tutto un fiorire di utilizzo di queste funzioni non per proteggere dati, ma per acquisire potere, spostare consensi, colpire avversari con pretestuosa lana caprina estratta da Codici Etici a comando e "ad personam".

Per essere credibile, in ogni organizzazione questa funzione dovrebbe essere esercitata CON TERZIETA’ e quindi non dovrebbe coinvolgere chi scrive le regole, chi le fa applicare, chi ne indirizza la gestione. Questo dovrebbe essere banale regola in un qualsiasi contesto “per bene”, ma evidentemente molti, perbene, non lo sono.

𝐀𝐔𝐓𝐎𝐂𝐄𝐋𝐄𝐁𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐃𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄 … 𝐂𝐎𝐍 𝐃𝐎𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐄 𝐒𝐏𝐄𝐒𝐄 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐔𝐈


𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜, 𝑓𝑟𝑎 𝑚𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑑'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑒, 𝑙’𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒𝑟𝑐𝑒𝑛𝑎𝑟𝑖

Prendi una casa editrice e fagli trovare, magari tramite un caro amico nel Consiglio di Amministrazione, contratti con un’organizzazione per la stampa - a peso d’oro - di libri. 

Non importa se sono banali, faziosi e se probabilmente non li leggerà mai nessuno. Per l’editore rimangono vantaggiosi perché i soldi li prende in ogni caso, a prescindere dalle vendite. 

Il successo dell’opera sarà poi effimero e farlocco perché il numero delle copie vendute sarà fortemente influenzato da quelle acquistate dall’organizzazione stessa che, in una patetica catena di autoreferenzialità, le regalerà a destra e a manca come inutile gadget.

Tutto va bene finchè ad imbarcarsi in queste avventure è un privato che decide di spendere così, per vanità, i suoi soldi. 

Ma come la mettiamo se queste operazioni monologanti ed autocelebrative, politicamente esposte, sono comprate con le risorse di apolitiche organizzazioni “no profit” che utilizzano le donazioni per siffatti “investimenti” (che poco hanno a che fare con la “mission”) che avviano solo per promuovere, far curriculum ad affiliati di fiducia o, peggio, propri stipendiati che, oltre a cantarsela e suonarsela come di consueto, se la scrivono pure, in orario e con le risorse - bibliografiche e consulenziali - d’ufficio?

Chi può essere così abbietto nell'utilizzo delle donazioni? E' un'iperbole da fanta-editoria? Ahimè non credo proprio … guardatevi intorno.

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terr...